lunedì 15 aprile 2013

Verso la IV domenica di Pasqua (lunedì 15 aprile)

LUNEDI’ 15 aprile

Trova il momento e il luogo giusto per MEDITARE sulla I lettura (e il commento) di domenica prossima.
Inizia e concludi con le preghiere che trovi a p.2

Prima lettura: Atti 13,14.43-52
In quei giorni, Paolo e Bàrnaba, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisidia, e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero. Molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio. Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”». Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.
La Chiesa nasce con i problemi di tutte le istituzioni. Il gruppo missionario, partito da Antiochia di Siria (13,1-3), è composto da Barnaba, Saulo e Giovanni Marco; ma a Cipro, evidentemente per dissensi, Giovanni torna indietro e Saulo che prende il nome di Paolo diventa il primo della comitiva (v. 14). La nuova meta è Antiochia di Pisidia, una delle più grandi città all'interno dell'Asia minore (Turchia). La tattica missionaria consiste innanzitutto in un approccio con i giudei del luogo, al primo sabato nella sinagoga.
Le parole dell'apostolo non lasciano indifferenti gli ascoltatori, sia i giudei che i proseliti ossia i pagani in via di conversione al giudaismo e si fissa un appuntamento per il sabato seguente.  Ma nel frattempo i giudei hanno tempo di riprendersi e consultarsi e organizzano una ferma resistenza ai nuovi arrivati avvalendosi dell'appoggio di persone autorevoli che erano o riuscirono a far schierare dalla loro parte. Non è detto che cosa contestassero, ma verosimilmente la posizione egemonica di Gesù rispetto agli altri profeti. Le loro «bestemmie» non riguardavano certamente Dio, ma Gesù Cristo che essi non accettavano come l'unto del Signore. È sempre Gesù la pietra di scandalo (cf. At 4,11), il segno di contraddizione (Lc 2,34).  I giudei neanche accettano di mettere in discussione il primato di Abramo e di Mosè, non possono perciò prendere in considerazione le attribuzioni assegnate a un falegname nazaretano. Il Cristo storico non offriva garanzie per essere ritenuto inviato di Dio (cf. Mc 6,1-6; Lc 4,28-29). Il settarismo giudaico trova il suo corrispettivo nell'intransigenza cristiana. Gli apostoli che provengono anch'essi dal mondo dei loro oppositori non si provano a cercare un punto di contatto con i loro avversari che pur sono loro fratelli, egualmente figli di Abramo e adoratori dello stesso Dio. Per gli uni la fede in Mosè porta all'esclusione della fede in Cristo, per gli altri l'adesione a Gesù Cristo mette da parte tutti gli altri intermediari tra l'uomo e Dio. Non c'è altro nome in cui è dato salvarsi, è affermato fin dai primi discorsi degli Atti (4,12). Ad Antiochia avviene la rottura ufficiale tra il cristianesimo e il giudaismo della diaspora come a Gerusalemme era avvenuta la separazione con il giudaismo palestinese. Il cristianesimo nasce dal solco della tradizione giudaica, ma d'ora in avanti perseguirà un cammino tutto proprio e spesso antagonistico con quello della sinagoga.  La chiesa dei giudei o della circoncisione diventa presto la chiesa dei soli gentili. Era evidentemente un fatto incomprensibile, uno scandalo si dirà presto. Bisognava cercare una spiegazione biblico-teologica per renderlo plausibile. I testi che parlavano della salvezza dei gentili non prevedevano l'esclusione dei giudei. La vertenza di Antiochia, si chiude, come spesso accadrà in futuro nella storia cristiana, con il ricorso al braccio secolare. I giudei, non potendo far tacere gli apostoli con le loro controargomentazioni, mobilitano i notabili della città e con il loro appoggio riescono a far allontanare degli uomini che erano pericolosi per la quiete pubblica.  Ma la risposta degli apostoli è pari all'ostilità ricevuta: scuotono persino la polvere dai loro calzari in segno di protesta. È il rifiuto di ogni comunione con quanti quella terra calpestavano.

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