venerdì 15 marzo 2013

Verso la V domenica di Quaresima (venerdì 15 marzo)

VENERDI’ 15 marzo
ASTINENZA
Trova il momento e il luogo giusto per MEDITARE sulla II lettura (e il commento) di domenica prossima.
Inizia e concludi con le preghiere che trovi a p.2

Seconda Lettura: Filippesi 3,8-14
Fratelli, tutto io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch’io sono stato conquistato da Gesù Cristo. Fratelli, io non ritengo ancora di esservi giunto, questo soltanto so: dimentico del passato e proteso verso il futuro, corro verso la mèta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.

*** Rifacendosi alla sua esperienza di Damasco [cf. At 9], descritta non come «conversione», ma come un «esser stato conquistato da Cristo», Paolo parla della centralità di Cristo nella vita del credente. Egli si muove attorno all’antitesi «perdita/guadagno», capovolgendo il significato che questi termini hanno nel nostro linguaggio semplicemente umano. Il «guadagno» — che noi nella nostra mentalità non convertita al vangelo consideriamo «perdita» — consiste nell’acquistare una nuova mentalità [«essere in Cristo»], che fa valutare ogni cosa alla luce del vangelo. La «perdita» — che noi invece consideriamo, con la nostra mentalità lontana dal vangelo, un «guadagno» — consiste nel relativizzare tutto ciò che siamo tentati di assolutizzare e preferire a Dio [ricchezza, casa, famiglia, lavoro, salute, carriera, successo].
Si tratta di una centralità che l’uomo deve ogni giorno cercare e favorire [«mi sforzo di correre», «corro verso la meta»], senza cedimenti o compromessi, senza rimpianti e senza dubbi. C’è qui l’immagine della nostra «corsa» quaresimale verso la Pasqua. Una «corsa» che richiede sforzo, allenamento, spoliazione di tutto ciò che ci impedisce il movimento, distacco da tutto ciò che vorrebbe tenerci ancorati al punto di partenza. Proprio ciò che siamo invitati a fare lungo il tempo quaresimale.

Nessun commento:

Posta un commento