lunedì 18 marzo 2013

Verso la domenica delle Palme (lunedì 18 marzo)

LUNEDI’ 18 marzo
Auguri a p.Lorenzo Rossi e p. Bruno Mori (ord., 1964)
Trova il momento e il luogo giusto per MEDITARE sulla I lettura di domenica prossima.
Inizia e concludi con le preghiere che trovi a p.2


Prima lettura: Isaia 50,4-7
Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto confuso, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare deluso.

*** Un anticipo di mistero pasquale risuona nella prima lettura che propone la figura del servo di Dio. Al di là delle difficoltà interpretative, si incontra un uomo totalmente disponibile al piano divino, anche se deve passare nei meandri del dolore. È la prefigurazione di una vicenda che capovolge la storia. Infatti, la certezza della fedeltà a Dio nonostante tante prove e difficoltà è ampiamente cantata in questo brano di Isaia. Gli studiosi lo classificano come il terzo carme del Servo di Dio. Chi sia questo personaggio rimane misterioso ed enigmatico. Qualcuno lo ha identificato con il profeta stesso. Ma la sua personalità e la sua azione superano di gran lunga la contingenza storica, elevandosi a simbolo di una realtà che troverà solo in Gesù il suo pieno compimento. Il Nuovo Testamento sarà esplicito nel riconoscere in Gesù il servo sofferente [cf.  At 8,35; Lc 18,31]. Il brano ripropone in miniatura il mistero pasquale, qui considerato come sofferenza [morte] in un contesto di dolce intimità con Dio [vita]. Il Signore abilita il suo servo al compito profetico, comunicandogli la sua parola. Questa viene accolta con disponibilità e ritrasmessa integra e fedele da parte del servo. Purtroppo i destinatari si mostrano non solo indifferenti, ma perfino ostili al profeta che tiranneggiano e denigrano. Sarebbe comprensibile uno stato di prostrazione e di abbattimento del profeta davanti all’insuccesso della sua missione. Eppure non cede alla tentazione dello scoraggiamento e tanto meno dell’abbandono, fondandosi su una granitica certezza: “Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto confuso”. È una parte sicura, equiparabile ad una risurrezione. Il brano, molto stringato e abbastanza sibillino, si scioglie in una luminosa comprensione se riferito a Cristo e al suo mistero pasquale.

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