domenica 10 marzo 2013

IV domenica di Quaresima (10 marzo)

DOMENICA 10 marzo

Trova il momento giusto e il luogo giusto per PREGARE con la preghiera seguente ispirata al Vangelo di domenica prossima.
Inizia e concludi con le preghiere che trovi a p.2


FIGLI, FRATELLI, PADRI
Siamo un po’ tutti come il figliol prodigo, Signore.
Abbiamo ricevuto la vita e i suoi doni,
eppure siamo ingrati e pretendiamo ancora di più.
Vogliamo tutto subito, perché crediamo che ci spetti.
Poi, partiamo per un viaggio lontano
da casa, da noi stessi, dalla vera felicità.
Spesso non siamo capaci a moltiplicare ciò che abbiamo ricevuto,
ma a volte neppure lo apprezziamo o siamo capaci di conservarlo,
sperperandolo o sciupandolo senza che possa portare alcun frutto.
Quando siamo nel bisogno più impellente ci ricordiamo di te,
essendo pure disposti ad umiliarci, per recuperare il nostro tornaconto.
Vorremmo esser servi, senza capire che la logica della figliolanza
è immancabilmente quella dell’Amore: ricevuto, fruito e ridonato.   
Altre volte, Signore, siamo come il fratello “indignato”.
Fedeli, rigorosi, pronti a puntare il dito contro chi ha sbagliato.
Viviamo tra i pregiudizi e le illazioni,
siamo pronti a parlar male o a condannare
senza conoscere pienamente le situazioni né le vere colpe.
Siamo quelli che sbattono in faccia a Dio la propria integrità,
stufi di non aver ricevuto i privilegi che crediamo di aver meritato.
Anche in questi casi siamo analfabeti dell’Amore.
Tu, Signore, ci suggerisci di imparare a diventare come quel Padre:
quello che vive e lavora solo per i suoi figli,
perché tutto ciò che ha lo condivide con loro;
quello che concede la libertà di scegliere,
continuando a fare il tifo per il bene dei suoi,
comprendendo quanto è facile errare e perdersi,
aspettando ogni sera il ritorno di chi è perduto;
quello che non indugia dall’alto della sua casa
né aspetta che il figlio si umili,
ma gli corre incontro dichiarando con le parole dell’affetto
quanto è importante che chi ama sia di nuovo con lui;
quello che esce a supplicare l’altro figlio,
vuole ascoltarlo e pure educarlo,
senza giochi subdoli o posizioni di autorità,
ma semplicemente chiarendo ciò che Lui è:
l’Amore che conferma i suoi doni per tutti;
l’Amore che non può non far festa per una vita recuperata. 

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