giovedì 17 gennaio 2013

Verso la II domenica del T.O./C (giovedì 17 gennaio)

GIOVEDI’ 17 gennaio
S.Antonio Abate.
Giornata del dialogo ebraico-cristiano
INCONTRO degli UNIVERSITARI di Roma a Regina Pacis (dalle ore 20.45)
Trova il momento e il luogo giusto per LEGGERE (e PREGARE) con il SALMO di domenica prossima. Inizia e concludi con le preghiere che trovi a p.2


Salmo 95/96


Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra. Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

Con Israele
Questo è anche il salmo che abbiamo cantato nella messa della notte di natale: Esso ci invita a “cantare”; la parola è ripetuta ben tre volte solo nelle prime tre righe. Poi più oltre l’insistenza ritorna per tre volte “date al Signore gloria”. Chi viene invitato alla festa? Innanzitutto il popolo di Dio, Israele. Ma già notiamo che questa gioia non va tenuta per sé ma va trasmessa “annunciate di giorno in giorno la sua salvezza”, raccontata a tutti i popoli “narrate  in mezzo alle genti la sua gloria”. La chiesa è chiamata ad essere missionaria.
Con Gesù
Questo salmo va recitato come una preghiera che ha lo stesso senso del Padre nostro : “venga il tuo Regno!”. Va recitato con l’animo missionario di Gesù “andate agli estremi confini della terra, ammaestrate tutte le genti”. Non tenetevi per voi la buona novella e come Paolo diciamoci “guai a me se non evangelizzo” (1 Cor 9,16)
Questo salmo va cantato con la stessa poesia e dolcezza degli angeli sulla grotta di Betlemme “Gloria a Dio”.
Infine, questo salmo bisogna recitarlo con Gesù che diceva di essere “re”: “tu sei re? L’hai detto. Sì, vedrete il Figlio dell’Uomo venire sulle nubi del cielo”. Sì, rallegriamoci perché egli viene!.
Con il nostro tempo
Adorate Dio” , “Il Signore regna”. La nostra preghiera non scordi mai questo atteggiamento: l’adorazione è il primo balbettio di ogni scoperta di Dio al suo nascere. Dio è il totalmente altro, il trascendente, colui che travalica ogni immaginazione.
Annunciate di giorno in giorno”. C’è da chiedersi se in questo caso ci viene meno tutto lo zelo che dimostriamo quando abbiamo una buona notizia da dare. Il salmista cio invita qui a fare conoscere questo messaggio attraverso lo spazio (tutta la terra, tutti gli uomini, tutte le culture) e attraverso il tempo (di giorno in giorno). Possiamo dire che  ogni cristiano è, nel luogo i cui vive, un diffusore della Buona novella?  E se siamo così timidi nel dirla non è forse perché prima di tutto non l’abbiamo percepita come veramente “buona” per noi?  Se la nostra fede cristiana è percepita da noi innanzitutto come “morale” “costrizione”, “obblighi” … allora, per carità, non parliamone. Ma se è una buona cosa per noi, gridiamola sui tetti.

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