martedì 15 gennaio 2013

Verso la II domenica del T.O. (mercoledì 16 gennaio)

MERCOLEDI’ 16 gennaio

Trova il momento e il luogo giusto per LEGGERE (vedi il testo a p.30) il commento del Vangelo di domenica prossima.
Inizia e concludi con le preghiere che trovi a p.2

Vangelo

Non si tratta solo di un racconto di nozze. Giovanni dice che in quel giorno Gesù manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Di questo allora si tratta: della manifestazione della gloria di Gesù e della fede dei discepoli.
La «gloria» indica l'essere profondo di una persona che viene rivelato. In questo testo Gesù incomincia a manifestare chi egli sia veramente. Egli è colui che ha «conservato fino ad ora il vino buono» sostituendosi allo sposo. È dunque lo Sposo, che deve venire, è il Messia. Allora per Giovanni anche le nozze dei due ragazzi richiamano le nozze di Dio con il popolo annunciate dai profeti. Sono le nozze che si celebrano in un’ora stabilita. A Cana quest’ora non è ancora venuta, ma più avanti nel Vangelo leggiamo che la «sua ora è venuta». E sarà il momento di passare da questo mondo al Padre, l'ora del compimento, della sua Pasqua. Giovanni, servendosi del simbolo delle nozze, richiama dunque tutta la vita di Gesù in cammino verso la morte e risurrezione al terzo giorno. La presenza di Maria, ricorda la figlia di Sion, che attende il Messia come Natanaele. È lei che fa notare: «non hanno più vino». L'alleanza antica non è più in grado di creare la festa. Gesù non rifiuta la proposta di Maria dicendole: «Che importa a te e a me?». Maria è chiamata, invece, ad assumere la nuova  realtà, in cui si muove il suo figlio. Lei ha la missione di Donna. L'ora del suo figlio sarà anche la sua ora, come Madre di numerosi figli. Anche se in quel momento quest’ora non è ancora venuta, non significa che essa non possa essere anticipata nei segni, e che anche il compito di Maria come madre, non possa essere anticipato. E Maria, infatti, invita ad obbedire a Gesù: «Fate quello che vi dirà», e poi si ritira. A questo punto Gesù passa all'azione.
Ed egli rovescia la situazione. Cambia l'acqua in vino, buono e abbondante. Supera tutto quello che sa di vecchio. È un segno che anticipa quello che avverrà nella sua «ora», quando, sulla croce, verserà il suo sangue per tutti gli uomini, in remissione dei peccati. In quel giorno Gesù «diede inizio ai suoi miracoli». Questi sono segni da leggersi in profondità. Manifestano l'essere di Dio, che è amore.

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