martedì 4 dicembre 2012

Verso la II domenica di Avvento (mercoledì 5 dicembre)


MERCOLEDI’ 5 dicembre
 
Trova il momento e il luogo giusto per LEGGERE (vedi il testo) il commento del Vangelo di domenica prossima.
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Vangelo

Luca presenta Giovanni Battista come l'ultimo dei profeti dell'Antico Testamento. Questo lo possiamo dedurre dal suo modo di descriverlo. Anche gli scritti profetici iniziano presentando il contesto storico in cui si svolge la predicazione profetica e la protagonista è la Parola del Signore. Questa non rimane una teoria, una nuova filosofia, ma è una realtà storica: hanno delle coordinate storiche e geografiche molto concrete. Siamo informati su l’anno dell'inizio della predicazione di Giovanni, figlio di Zaccaria. Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, che corrisponde al 27/28 dopo Cristo.

I grandi avvenimenti della storia della salvezza hanno dei testimoni molto concreti, pagani ed ebrei. Innanzitutto l'imperatore romano, Tiberio, quindi il responsabile della Giudea-Samaria dal 26 al 36, il procuratore romano Ponzio Pilato. Entrando nel mondo giudaico sono citate altre autorità politiche: Erode Antipa, figlio di Erode il grande, Filippo suo fratellastro e Lisania. Come ai tempi dei profeti non solo le autorità politiche, ma anche quelle religiose sono testimoni della Parola di Dio. Vengono quindi ricordati i nomi del sommo sacerdote in carica (anni 18-36) Caifa e del suo suocero deposto nel 18, Anna, che continuava a far sentire la sua influenza politico-religiosa.

Viene presentata anche la mappa geografica: Giudea-Samaria, Galilea, Iturea, Traconitide, Abilene. In questo quadro geografico c'è un luogo privilegiato in cui Dio ha parlato come uno sposo al suo popolo, il deserto: ecco la attirerò a me nel deserto e parlerò al suo cuore (Os 2,16). E nel deserto di Giuda la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa (v. 2). Chi parla attraverso la sua voce è la Parola. Quando la Parola si renderà visibile, la voce scomparirà.

La parola non è solo un grido, una chiamata a conversione, ma essendo parola di Dio incomincia già a sentirsi la sua efficacia. Il brano infatti termina con una inclusione dicendo: ogni uomo vedrà la salvezza di Dio (v. 6). Era un annuncio itinerante quello di Giovanni che percorse tutta la regione del Giordano (v.3). Si concretizzava nella discesa delle acque del Giordano dove si era invitati ad una reale conversione a lasciar spazio ad una creatura nuova, che il battesimo di Giovanni prometteva. È una salvezza che ogni uomo vedrà (v. 6). È a disposizione di tutti gli uomini, non solo degli ebrei: tutti sono invitati a preparare la via del Signore (v. 4). Questa strada non è materiale ma una via interiore attraverso la quale il Verbo di Dio, possa entrare dentro l'uomo e prendere il suo posto nel suo cuore.

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