sabato 29 dicembre 2012

Verso la domenica della Santa Famiglia (sabato 29 dicembre)

SABATO 29 dicembre
Auguri a p.Riccardo Belleri (ordinazione, 1973)
Trova il momento e il luogo giusto per LEGGERE (vedi il testo a p.16) i COMMENTI delle letture di domenica prossima.
Inizia e concludi con le preghiere che trovi a p.2

Salmo 84/84
Beato chi abita nella tua casa, Signore.

Quanto sono amabili le tue dimore,
Signore degli eserciti!
L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera,
porgi l’orecchio, Dio di Giacobbe.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.

Con Israele
Il salmo 83 è un salmo di pellegrinaggio che celebra la bellezza della Casa di Dio, il Tempio di Gerusalemme.. Oggi che abbiamo chiese in ogni dove facciamo fatica a renderci conto di cosa significasse il Tempio per un ebreo. Allora esisteva un unico luogo di culto, in una sola città, Gerusalemme, ove un pio ebreo si recava a pasqua (per quelli della diaspora almeno una volta nella vita). L’arrivo davanti alla facciata del tempio diventava un’esplosione di gioia perché l’essere arrivati lì era il viaggio della vita, il desiderio essenziale che si realizzava.

Con Gesù
Anche Gesù ha cantato questo salmo, dato che anche lui faceva il suo pellegrinaggio annuale a Gerusalemme mescolato con la folla. L’atmosfera gioiosa di questo salmo spiega bene l’episodio narrato nel vangelo di oggi in cui Gesù abbandona i genitori per “dimorare” nel tempio. La prima parola di Gesù a noi nota venne pronunciata nel tempio di Gerusalemme e per esprimere il suo amore per la casa di Dio … “non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?”

Con il nostro tempo
Il luogo dove Dio abita: la mangiatoia di Betlemme. Da quando il Figlio di Dio si è fatto uomo il tempio di Dio è il corpo di Gesù Cristo. Rileggete questo salmo davanti al presepe, davanti al tabernacolo e fatevi catturare dalla familiarità di Dio; al desiderio espresso dal salmo di abitare “con Dio” Dio ha riposto venendo lui stesso ad abitare con l’uomo. Da quel momento la presenza di Dio non è più solo nella grandiosità del tempio ma nella quotidianità dei nostri luoghi, delle nostre azioni, dei nostri corpi.
Il rifugio. E’ solo un’immagine? Ogni essere ha bisogno del suo nido ove trovare riparo. L’uomo non è invece speso come uccello senza nido? Non può accontentarsi di una tavola, di un giaciglio, di un tetto? Non ha bisogni più elevati? Dipende da te che questa immagine non resti pura poesia ma espressione della tua esperienza spirituale. La tua anima ha trovato un nido, un rifugio? Quando si leva la tempesta hai un posto dove rifugiarti?
Ho scelto. Beato chi abita la tua casa. Sì. Beati quelli che hanno scelto Dio.

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